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29/08/2018
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Segnaliamo una recente sentenza della Cassazione, la n. 7226/2016, che interessa gli operatori del settore franchising per talune considerazioni sia di diritto che di ordine pratico.
La storia: un promotore finanziario, legato da un regolare contratto di franchising con la società affiliante, ha avuto la “sfortuna” di ricevere da Agenzia Entrate un avviso di accertamento di maggior reddito conseguito e/o calcolato solo in base ai parametri presuntivi di reddito elaborati da una legge finanziaria, appunto la legge n. 594 del 1995.
Il meccanismo è semplice: Agenzia Entrate, sulla base di parametri e poi di semplici presunzioni (indicate dalla legge), ha elevato il reddito dichiarato dal promotore finanziario senza tener conto delle scritture contabili e delle giustificazioni fornite dal promotore in sede di contraddittorio con la stessa Agenzia. Il promotore esibì ai funzionari l’intera contabilità semplificata di cui era in possesso e che non venne adeguatamente considerata. Anzi, l’Ufficio Finanziario non prese in considerazione le giustificazioni in merito allo scostamento tra i ricavi dichiarati dal promotore e quelli (ipotetici) calcolati in base ai parametri presuntivi.
Il promotore fu costretto a presentare un ricorso tributario contro Agenzia Entrate che si concluse a suo favore sia in primo che in secondo grado.
Agenzia Entrate propose ricorso in Cassazione, sostenendo la legittimità dell’operato dell’Ufficio finanziario. I giudici della Suprema Corte, esaminando i motivi del ricorso proposto dall’Amministrazione Finanziaria, hanno invece accolto le tesi difensive del promotore e hanno criticato la condotta di Agenzia Entrate, poiché è stata rilevata dai documenti di causa la carenza di motivazione dell’accertamento notificato al contribuente.
Nella motivazione dell’accertamento Agenzia Entrate non aveva considerato che il promotore finanziario era legato da regolare contratto di franchising con l’affiliante e che i ricavi percepiti derivavano solo ed esclusivamente da un’unica fonte di reddito: appunto il contratto di franchising sopra menzionato. Nella motivazione dell’accertamento – secondo i giudici della Cassazione – mancavano le prove (anche le più semplici) della percezione di nuovi o maggiori ricavi, da parte del promotore, tali da giustificare il ricorso alla determinazione del reddito con il sistema dei parametri presuntivi. Ne deriva quindi una violazione di legge nei confronti del contribuente.
In conclusione la Cassazione ha dato ragione al promotore finanziario.
La lettura della sentenza permette di elaborare alcune considerazioni.
La prima: un accertamento di maggior reddito a carico di un promotore finanziario deve essere documentato in maniera tale da non far ricorso a stime o presunzioni, neppure quelle contenute nei cosiddetti parametri presuntivi di reddito. Per inciso, la vicenda riguarda l’anno di imposta 1996 e all’epoca si potevano applicare i suddetti parametri, poi abbandonati da Agenzia Entrate negli anni successivi a favore di altri metodi di indagine e di accertamento.
La seconda: la sentenza, al di là del tecnicismo sulla mancata prova dei parametri, considera l’importanza e l’esistenza di un contratto di franchising e del provento denominato “entry fee” o diritto di ingresso, che la società affiliante ha ricevuto dal promotore finanziario al solo fine di permettergli di lavorare con il marchio e l’insegna della società affiliante.
La terza: nell’operazione esaminata dai giudici di Cassazione si evince che il marchio della società affiliante è stato utilizzato dal promotore e questi ha potuto considerarlo come un bene immateriale, inserirlo nella contabilità aziendale, e far così risultare e giustificare l’entità del diritto di ingresso (entry fee) pagato in relazione ad un rapporto contrattuale che non lascia spazio alla determinazione dei ricavi al di fuori delle clausole contrattuali.
La quarta: disattendere le risultanze di una contabilità semplificata senza precise censure o motivazioni su errori commessi dal contribuente conduce alla illegittimità dell’avviso di accertamento.


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