By:
29/08/2018
0

0/5  Voti: 0

L’espansione all’estero di una rete di franchising: aspetti legali e contrattuali
Nel franchising il processo d’internazionalizzazione può esser considerato un momento fisiologico dello sviluppo imprenditoriale: fin dalle origini, infatti, esso ha rappresentato uno strumento efficace per raggiungere mercati lontani o non sufficientemente conosciuti dall’affiliante, così da potervi commercializzare i propri beni e servizi. L’espansione all’estero, tuttavia, deve essere accompagnata da attente valutazioni di carattere giuridico che riguardano, per fare alcuni esempi, la tutela dei segni distintivi e, soprattutto, la scelta del modello contrattuale più idoneo a sostenere lo sviluppo della catena nel Paese target. In questa sede intendiamo soffermarci proprio sugli aspetti contrattuali legati all’internazionalizzazione della rete.
La forma più immediata alla quale è possibile fare riferimento è quella del franchising diretto. In sostanza, il franchisor stipula direttamente un contratto di franchising con un franchisee del Paese estero, instaurando un rapporto diretto con quest’ultimo. In questo caso saremo di fronte a un contratto internazionale di franchising che, come tale, impone di affrontare alcune questioni fondamentali, prima di tutto quelle relative alla legge applicabile al contratto e all’autorità competente a decidere eventuali controversie tra le parti, che dovranno essere regolate espressamente nel contratto. Si consideri, infatti, che, in assenza di previsione espressa, opereranno le norme di diritto internazionale privato che, nella maggior parte dei casi, danno prevalenza, quanto alla legge applicabile, al Paese di residenza abituale dell’affiliato (così, ad esempio, nell’ambito U.E. l’art. 4 lett. e) Reg. 593/2008). Infine, nella redazione del contratto si dovrà tener conto delle norme imperative (cioè non derogabili) che regolano quel tipo di rapporto nel Paese dell’affiliato, che normalmente è il luogo nel quale il contratto avrà esecuzione.
Questa forma di sviluppo all’estero, com’è facilmente intuibile, richiede una preliminare conoscenza del mercato di riferimento, che non potrà neppure essere troppo distante, poiché il franchisor dovrà comunque far fronte ai propri obblighi di assistenza e formazione nei confronti del franchisee. Diversamente, quando il franchisor abbia deliberato un piano di sviluppo più organico e intenda muoversi verso mercati di cui non ha alcuna conoscenza, è particolarmente utile lo strumento del master franchising. Si tratta del contratto, riconosciuto anche dall’art. 2 della legge 129/2004, con il quale il franchisor interpone tra sé e i futuri franchisee un terzo soggetto, il cosiddetto “master franchisee” il quale, a sua volta, stipulerà direttamente e per proprio conto i singoli contratti di franchising. Il master franchisee, che normalmente conosce bene il territorio di espansione e al quale viene di solito riconosciuta un’esclusiva territoriale, dovrà versare un corrispettivo in denaro al franchisor in cambio del diritto di sfruttare la formula commerciale nel Paese interessato. Il contenuto del contratto, anch’esso normalmente un contratto internazionale, potrà variare secondo il peso che il franchisor intenda attribuire al master franchisee (ad esempio in punto di assistenza agli affiliati), ma l’obiettivo è comunque quello di non far gravare sul franchisor l’impegno di una conoscenza approfondita del mercato geografico e merceologico di riferimento.
E’ possibile, tuttavia, che questa forma di “esternalizzazione” faccia perdere al franchisor il controllo su quel mercato o, addirittura, generi situazioni rischiose per il marchio che, in definitiva, viene concesso in licenza. Per questo motivo sarà necessario scegliere con molta cura il master franchisee e, naturalmente, aver preventivamente attivato nello Stato interessato le necessarie forme di tutela dei segni distintivi del franchisor. Una soluzione praticabile è inoltre quella di costituire una società partecipata sia dal master franchisee sia dal franchisor, consentendo a quest’ultimo di mantenere un controllo sia sul master franchisee, che sul mercato di riferimento, anche per il caso, da regolare precisamente, in cui il maser franchisee venga meno e occorra sostituirlo nella gestione dei contratti in essere con gli affiliati. E’ evidente che gli aspetti da tenere in considerazione sono davvero molti ed è pertanto necessaria l’assistenza specialistica di un consulente esperto.


Commenti
 
Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno accetti il servizio e gli stessi cookie. - Privacy Policy