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29/08/2018
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L'art. 1 della L. 129/2004 definisce il franchising come "...contratto...fra due soggetti giuridici economicamente e giuridicamente indipendenti...", ma quale debba essere la portata di autonomia del franchisee in base a legge e quali pertanto siano gli effetti della sua mancanza è argomento discusso nelle aule di Giustizia.
Al riguardo, Tribunale di Bologna in una recentissima sentenza del 28 giugno 2016 ha affrontato il problema, giungendo ad affermare che:
  1. "...normativamente si richiede che le attività di impresa dei contraenti, per quanto omologhe e coordinate per effetto del contenuto tipico del contratto di affiliazione commerciale, rimangano autonome, il che presuppone non solo l'assunzione da parte di ciascun soggetto del rischio di impresa, ma anche la possibilità per ciascun operatore economico e segnatamente per l'affiliato, di assumere e gestire le proprie scelte imprenditoriali in modo indipendente dalla controparte. Il coordinamento tra le imprese di affiliante e affiliato, pur caratterizzante il tipo contrattuale, deve quindi essere attuato comunque in modo da garantire ai due soggetti economici l'indipendenza economica e giuridica di cui all'art. 1 L. 129/2004...";
  2. pertanto, "...il difetto di una causa concreta del contratto che lo renda compatibile con il negozio tipico disciplinato dalla Legge comporta la nullità del contratto...".
Ciò vuol dire che "...l'autonomia economica e giuridica tra le parti del franchising...elemento di portata causale e fondante della disciplina normativa di cui alla L. 129/2004...costituisce il limite oltre il quale i legami e la dipendenza economica fra le imprese di affiliante ed affiliato divengono tali da non consentire più di ravvisare il rapporto di franchising nei termini in cui, ritenendolo meritevole di tutela e facendolo divenire un tipo negoziale, il legislatore lo ha definito...".
Nondimeno, essendo in questi termini un contratto manchevole di un elemento essenziale (a pena di nullità) in base alla legge, neanche come contratto atipico potrebbe superare il giudizio di meritevolezza cui è chiamato il Giudice ai sensi dell'art. 1322 c.c. : pertanto, in questo caso, l'unica strada sarebbe sancirne la nullità per difetto di causa.


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